Informatica e Tecnologie Comunicative per Disabili
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Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2010
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La formazione

Il Disabile è una persona dinamicamente viva.

Questa affermazione, variamente interpretabile, implica un´ampia serie di conseguenze non sempre facilmente identificabili. Al di là delle disquisizioni umanitarie, il dato prioritariamente emergente sono i suoi limiti, le sue disabilità. Tale fenomeno, sperimentato da tutti coloro che, a vario titolo, entrano in contatto con una persona disabile comporta, in genere, la conseguente ricerca di modalità e strumenti tesi a diminuire le varie difficoltà da essa incontrate nella sua vita quotidiana. Subentra allora anche l´utilità di opportuni ausili che possano fare al caso. Il termine ausilio copre un´ampia gamma di strumenti atti a diminuire i limiti, le difficoltà, le impossibilità che il disabile può incontrare nella sua esistenza:. La stampella, la carrozzina, l´apparecchio acustico, il lettino elevabile, ecc.

Recentemente la tecnologia si è interessata di questi aspetti fornendo contributi sempre più significativi. Ecco, allora, apparire l´ausilio tecnologico; oggetto che può dare la possibilità di aiuti impensabili pochi decenni fa. Già, si compra l´ausilio (che tuttavia dovrebbe comportare una preventiva accurata informazione circa prestazioni da esso fornite per assicurarsi che rispondano effettivamente ai bisogni della persona interessata), lo si propone al disabile e il gioco è fatto. La tecnologia fa miracoli! No, non è sempre così!

Spesso si dimentica che: Il Disabile è una persona dinamicamente viva. Che, cioè, può avere moltissime e imprevedibili reazioni , anche in rapporto all´ausilio. Ritorniamo nella normalità. Quante persone conosciamo che rifiutano di apprendere a usare un cellulare? Che non vogliono (o non riescono) capire come utilizzare un computer? Che non accettano di mettere gli occhiali da vista, per non apparire più brutte? Fra queste possono esserci anche le persone, gli operatori che propongono l´ausilio al disabile! Ma non basta. Dinamicamente viva significa anche che è sempre in relazione con il mondo (vs. oggetti), con gli altri (vs. persone premurose, operatori,ecc.).

Si può allora comprendere come la semplice proposta (a volte imposta) di un ausilio tecnologico non sia una cosa semplice. Essa coinvolge più persone con la loro sensibilità, con la loro capacità di accogliere novità e nuovi contesti apprenditivi e impegnativi, la loro voglia di guardare al futuro in modo positivo, con le loro aspettative o inibizioni verso la tecnologia. Tutto questo assume particolare rilevanza quando si entra nel campo della comunicazione. La comunicazione è di per sé problematica, dinamica. Quando poi vi è una difficoltà non voluta né desiderata, sia nell´inviarla che nel riceverla, le cose si complicano notevolmente. Allora non basta avere un ausilio tecnologico da utilizzare con qualcuno a cui crediamo possa essere d´aiuto; non basta perché si può anche rischiare di ferire la sensibilità dell´altro, di creare frustrazioni, delusioni, reazioni oppositive, Non solo nel disabile, ma anche in noi stessi. È evidente l´importanza fondamentale di una formazione.

Una formazione che sì insegni meglio in funzionamento tecnico dell´ausilio, ma anche a capire meglio i nostri atteggiamenti e quelli del disabile, a imparare modalità propositive che aumentino le motivazioni relazionali e comunicative con e del disabile. Una formazione che diminuisca rischi di fallimenti depressivi (in persone già sufficientemente provate).

In questa prospettiva EasyLabs promuove Corsi di formazione concordati e adattati alle diverse esigenze dei richiedenti (e alle sue possibilità organizzative).