LEA (DPCM 12 gennaio 2017 GU 65/17) - testo
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LEA : DPCM 12 gennaio 2017 pubblicato il 18-03-2017 su GU 65 supplemento 15 - testo
DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 gennaio 2017
Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all'articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502. (17A02015) (GU Serie Generale n.65 del 18-3-2017 - Suppl. Ordinario n. 15)
Collegamento Permanente LEA GU 65/2017
IL PRESIDENTE
DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto il decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni e integrazioni, con particolare riferimento all'art. 1, commi 1, 2, 3, 7 e 8; Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 29 novembre 2001, recante «Definizione dei livelli essenziali di assistenza» pubblicato nel Supplemento ordinario n. 26 alla Gazzetta Ufficiale n. 33 dell'8 febbraio 2002, e successive modificazioni; Vista la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita', con Protocollo opzionale, adottata a New York il 13 dicembre 2006, ratificata e resa esecutiva con la legge 3 marzo 2009, n. 18;
Vista....
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Decreta:
Art. 1
Oggetto
1. Il Servizio sanitario nazionale assicura, attraverso le risorse
finanziarie pubbliche e in coerenza con i principi e i criteri
indicati dalla legge 23 dicembre 1978, n. 833 e dal decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modifiche e
integrazioni, i seguenti livelli essenziali di assistenza:
a) Prevenzione collettiva e sanita' pubblica;
b) Assistenza distrettuale;
c) Assistenza ospedaliera.
2. I livelli essenziali di assistenza di cui al comma 1 si
articolano nelle attivita', servizi e prestazioni individuati dal
presente decreto e dagli allegati che ne costituiscono parte
integrante.
Art. 2
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Art. 3
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Art. 4
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Art. 5
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Art. 6
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Art. 7
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Art. 8
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Art. 9
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Art. 10
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Art. 11
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Art. 12
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Art. 13
omissis... Art. 14
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Art. 15
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Art. 16
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Art. 17 Assistenza protesica 1. Il Servizio sanitario nazionale garantisce alle persone di cui all'art. 18 le prestazioni sanitarie che comportano l'erogazione di protesi, ortesi ed ausili tecnologici nell'ambito di un piano riabilitativo-assistenziale volto alla prevenzione, alla correzione o alla compensazione di menomazioni o disabilita' funzionali conseguenti a patologie o lesioni, al potenziamento delle abilita' residue, nonche' alla promozione dell'autonomia dell'assistito. 2. Il nomenclatore di cui all'allegato 5 contiene gli elenchi delle prestazioni e delle tipologie di dispositivi, inclusi i dispositivi provvisori, temporanei e di riserva di cui all'art. 18, commi 2 e 3, erogabili dal Servizio sanitario nazionale. Il nomenclatore riporta, per ciascuna prestazione o tipologia di dispositivo, il codice identificativo, la definizione, la descrizione delle caratteristiche principali, eventuali condizioni o limiti di erogabilita', eventuali indicazioni cliniche prioritarie volte a migliorare l'appropriatezza della prescrizione. Le prestazioni e i dispositivi sono erogabili nei limiti e secondo le indicazioni cliniche e d'uso riportate nel nomenclatore. 3. Il nomenclatore contiene: a) le protesi e le ortesi costruite o allestite su misura da un professionista abilitato all'esercizio della specifica professione sanitaria o arte sanitaria ausiliaria, gli aggiuntivi e le prestazioni di manutenzione, riparazione, adattamento o sostituzione di componenti di ciascuna protesi o ortesi. I dispositivi e le prestazioni di cui alla presente lettera sono indicati nell'elenco 1; b) gli ausili tecnologici di fabbricazione continua o di serie, indicati nell'elenco 2A, che, a garanzia della corretta utilizzazione da parte dell'assistito in condizioni di sicurezza, devono essere applicati dal professionista sanitario abilitato; c) gli ausili tecnologici di fabbricazione continua o di serie, pronti per l'uso, che non richiedono l'applicazione da parte del professionista sanitario abilitato, indicati nell'elenco 2B. 4. Nel caso in cui risulti necessario l'adattamento o la personalizzazione di un ausilio di serie, la prestazione e' prescritta dal medico specialista ed eseguita, a cura dei soggetti aggiudicatari delle procedure pubbliche di acquisto degli ausili, da professionisti abilitati all'esercizio della professione sanitaria o arte sanitaria ausiliaria, nel rispetto dei compiti individuati dai rispettivi profili professionali. 5. Qualora l'assistito, al fine di soddisfare specifiche, apprezzabili, necessita' derivanti dallo stile di vita o dal contesto ambientale, relazionale o sociale richieda, in accordo con il medico, un dispositivo appartenente a una delle tipologie descritte negli elenchi allegati, con caratteristiche strutturali o funzionali o estetiche non indicate nella descrizione, il medico effettua la prescrizione riportando le motivazioni della richiesta, indicando il codice della tipologia cui il dispositivo appartiene e informando l'assistito sulle sue caratteristiche e funzionalita' riabilitative-assistenziali. L'azienda sanitaria locale di competenza autorizza la fornitura. L'eventuale differenza tra la tariffa o il prezzo assunto a carico dall'azienda sanitaria locale per il corrispondente dispositivo incluso negli elenchi ed il prezzo del dispositivo fornito rimane a carico dell'assistito; parimenti, rimane a carico dell'assistito l'onere di tutte le prestazioni professionali correlate alle modifiche richieste o alle caratteristiche peculiari del dispositivo fornito.
Art. 18
Destinatari delle prestazioni di assistenza protesica
1. Hanno diritto alle prestazioni di assistenza protesica che
comportano l'erogazione dei dispositivi contenuti nell'allegato 5 al
presente decreto gli assistiti di seguito indicati, in connessione
alle menomazioni e disabilita' specificate:
a) le persone con invalidita' civile, di guerra e per servizio,
le persone con cecita' totale o parziale o ipovedenti gravi ai sensi
della legge 3 aprile 2001, n. 138 e le persone sorde di cui all'art.
1, comma 2, della legge 12 marzo 1999, n. 68, in relazione alle
menomazioni accertate dalle competenti commissioni mediche;
b) i minori di anni 18 che necessitano di un intervento di
prevenzione, cura e riabilitazione di un'invalidita' grave e
permanente;
c) le persone di cui alla lettera a) affette da gravissime
patologie evolutive o degenerative che hanno determinato menomazioni
permanenti insorte in epoca successiva al riconoscimento
dell'invalidita', in relazione alle medesime menomazioni, accertate
dal medico specialista;
d) le persone che hanno presentato istanza di riconoscimento
dell'invalidita' cui siano state accertate, dalle competenti
commissioni mediche, menomazioni che, singolarmente, per concorso o
coesistenza, comportano una riduzione della capacita' lavorativa
superiore ad un terzo, in relazione alle suddette menomazioni
risultanti dai verbali di cui all'art. 1, comma 7, della legge 15
ottobre 1990, n. 295;
e) le persone in attesa di accertamento dell'invalidita' per i
quali il medico specialista prescrittore attesti la necessita' e
urgenza di una protesi, di un'ortesi o di un ausilio per la
tempestiva attivazione di un piano riabilitativo-assistenziale, in
relazione alle menomazioni certificate ai fini del riconoscimento
dell'invalidita';
f) le persone ricoverate in una struttura sanitaria accreditata,
pubblica o privata, per le quali il medico responsabile dell'unita'
operativa certifichi la presenza di una menomazione grave e
permanente e la necessita' e l'urgenza dell'applicazione di una
protesi, di un'ortesi o di un ausilio prima della dimissione, per
l'attivazione tempestiva o la conduzione del piano
riabilitativo-assistenziale. Contestualmente alla fornitura della
protesi o dell'ortesi deve essere avviata la procedura per il
riconoscimento dell'invalidita';
g) le persone amputate di arto, le donne con malformazione
congenita che comporti l'assenza di una o di entrambe le mammelle o
della sola ghiandola mammaria ovvero che abbiano subito un intervento
di mastectomia e le persone che abbiano subito un intervento
demolitore dell'occhio, in relazione alle suddette menomazioni;
h) le persone affette da una malattia rara di cui all'allegato 7
al presente decreto, in relazione alle menomazioni correlate alla
malattia.
2. Hanno diritto ai dispositivi provvisori e temporanei le donne
con malformazione congenita che comporti l'assenza di una o di
entrambe le mammelle o della sola ghiandola mammaria ovvero che
abbiano subito un intervento di mastectomia, le persone con
enucleazione del bulbo oculare. Le persone con amputazione di arto
hanno diritto al dispositivo provvisorio in alternativa al
dispositivo temporaneo.
3. Le regioni e le province autonome o le aziende sanitarie locali
possono fornire dispositivi di serie di cui all'elenco 2B
dell'allegato 5 alle persone con grave disabilita' transitoria,
assistite in regime di ospedalizzazione domiciliare, di dimissione
protetta o di assistenza domiciliare integrata, su prescrizione dello
specialista, per un periodo massimo di 60 giorni, eventualmente
prorogabile, nei casi in cui le medesime regioni o aziende sanitarie
locali abbiano attivato servizi di riutilizzo dei suddetti
dispositivi.
4. Qualora i dispositivi siano prescritti, per motivi di necessita'
e urgenza, nel corso di ricovero presso strutture sanitarie
accreditate, pubbliche o private, ubicate fuori del territorio della
azienda sanitaria locale di residenza dell'assistito, la prescrizione
e' inoltrata dalla unita' operativa di ricovero all'azienda sanitaria
locale di residenza, che rilascia l'autorizzazione tempestivamente,
anche per via telematica. Limitatamente ai dispositivi inclusi
nell'elenco 1 dell'allegato 5, in caso di silenzio dell'azienda
sanitaria locale, trascorsi cinque giorni dal ricevimento della
prescrizione, l'autorizzazione si intende concessa. In caso di
autorizzazione tacita il corrispettivo riconosciuto al fornitore e'
pari alla tariffa o al prezzo fissati dalla regione di residenza
dell'assistito.
5. L'azienda sanitaria locale puo' autorizzare la fornitura di una
protesi di riserva per le persone con amputazione di arto. Nei
confronti di altri soggetti per i quali la mancanza del dispositivo
impedisce lo svolgimento delle attivita' essenziali della vita,
l'azienda sanitaria locale e' tenuta a provvedere immediatamente alla
sua eventuale riparazione o sostituzione.
6. Agli invalidi del lavoro, i dispositivi dovuti ai sensi del
decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124, sono
erogati dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli
infortuni sul lavoro (Inail) con spesa a carico dell'Istituto,
secondo le indicazioni e le modalita' stabilite dall'Istituto stesso.
7. Sono fatti salvi i benefici gia' previsti dalle norme in vigore
in favore degli invalidi di guerra e categorie assimiliate.
8. In casi eccezionali, per i soggetti affetti da gravissime
disabilita', le aziende sanitarie locali possono garantire
l'erogazione di protesi, ortesi o ausili non appartenenti ad una
delle tipologie riportate nel nomenclatore allegato, nel rispetto
delle procedure fissate dalla regione e sulla base di criteri e linee
guida.
9. I dispositivi inclusi nell'allegato 5 sono ceduti in proprieta'
all'assistito, fatta salva la facolta' delle regioni e delle province
autonome di disciplinare modalita' di cessione in comodato dei
dispositivi di serie di cui agli elenchi 2A e 2B dell'allegato 5 per
i quali le regioni, le province autonome o le aziende abbiano
attivato servizi di riutilizzo dei dispositivi stessi. L'assistito e'
responsabile della custodia e della buona tenuta della protesi,
dell'ortesi o dell'ausilio tecnologico.
10. L'azienda sanitaria locale autorizza la fornitura di nuovi
dispositivi inclusi nell'elenco 1 dell'allegato 5, in favore dei
propri assistiti di eta' superiore a 18 anni, quando siano trascorsi
i tempi minimi di rinnovo riportati, per ciascuna classe, nel
medesimo elenco e in ogni caso quando sussistono le condizioni di cui
alle lettere a) e b) e con le procedure ivi indicate. Per i
dispositivi per i quali non sono indicati tempi minimi di rinnovo si
applicano le previsioni di cui alle lettere a) e b). Per i
dispositivi forniti agli assistiti di eta' inferiore a 18 anni, non
si applicano i tempi minimi di rinnovo e l'azienda sanitaria locale
autorizza le sostituzioni o modificazioni dei dispositivi erogati in
base ai controlli clinici prescritti e secondo il piano
riabilitativo-assistenziale. La fornitura di nuovi dispositivi puo'
essere autorizzata nei casi di:
a) particolari necessita' terapeutiche o riabilitative o modifica
dello stato psicofisico dell'assistito, sulla base di una dettagliata
relazione del medico prescrittore allegata alla prescrizione che
attesti, con adeguata motivazione, l'inadeguatezza dell'ausilio in
uso e la necessita' del rinnovo per il mantenimento delle autonomie
della persona nel suo contesto di vita;
b) rottura accidentale o usura, non attribuibili all'uso
improprio del dispositivo, a grave incuria o a dolo, cui consegue
l'impossibilita' tecnica o la non convenienza della riparazione
ovvero la non perfetta funzionalita' del dispositivo riparato,
valutate dall'azienda sanitaria locale anche con l'ausilio di tecnici
di fiducia.
Art. 19
Modalita' di erogazione dell'assistenza protesica
1. Le modalita' di erogazione dell'assistenza protesica e di
individuazione degli erogatori sono definiti dall'allegato 12.
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Si veda la pagina GU65 18-03-2017 - Selezione per i codici relativi alle categorie delle classi di nostro interesse.
[aggiornata il 29-03-2017]



